ottobre 2006

a. XII, n. 5  [68]

 

 

La dissoluzione della Jugoslavia

Una guerra partita da lontano [3]

di Roberto Modde

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 OTTOBRE 2006

(1), piazza del popolo, a. XII, n. 3 (66)

 

(2), piazza del popolo, a. XII, n. 4 (67)

 

Parlamento

I palazzi del Parlamento e del Governo della Bosnia e Herzegovina furono colpiti con centinaia di granate che causavano frequenti incendi. Qui iniziò l’attacco alla città il 6 aprile 1992 quando i cecchini della SDS fecero fuoco contro 100.000 cittadini riuniti davanti al palazzo parlamentare protestando contro la divisione etnica. L’evento venne trasmesso in tutto il territorio dell’ex Jugoslavia e secondo il parere di tanti ha rappresentato la morte dell’idea Jugoslava. I membri del Parlamento si riunivano nel palazzo correndo attraverso la pista dell’aeroporto o tramite la galleria sotterranea.

 

Trasporto

Le statistiche ufficiali dimostrano che nel primo anno di assedio si è passati da 105.000 a 5000 veicoli. Delle 200 strade di trasporto ne rimase una e di 6000 mezzi di trasporto ne rimasero 60. Nel maggio del 1992 venne colpito dalle granate il deposito di trasporto pubblico e un gran numero di autobus, tram e filobus furono distrutti. Alcuni dei mezzi rimasero sulla strada per la mancanza di combustibile e di elettricità diventando, allo stesso momento, facili obiettivi. Le autovetture Golf fabbricate a Sarajevo prima della guerra, erano il mezzo di trasporto più usato. A causa dell’eccessiva velocità e di un gran numero di autisti senza patente, in varie parti della città apparivano manifesti con la scritta “Guidare con prudenza, non ucciderti invano”, Il manifesto informava anche che il numero di vittime in incidenti stradali era pari a 300 fra morti e feriti.

 

I distributori di carburante

Delle dieci stazioni di rifornimento esistenti prima della guerra solo due erano in funzione durante l’assedio. Una di queste si trovava a Cengic Vila e la seconda era nascosta fra l’ufficio postale e la facoltà di giurisprudenza. Il problema principale era che per la maggior parte del tempo non avevano carburante che poteva essere acquistato più semplicemente dai venditori occasionali. Unprofor aveva monopolio su tutti i carburanti e questo apriva le porte a diversi venditori dal mercato nero che vendevano a prezzi esorbitanti in valuta estera.

 

L’accademia di Belle Arti

L’accademia di Belle Arti si trovava nell’ex chiesa Evangelista. Per tutto il tempo dell’assedio, le lezioni non furono interrotte ma erano svolte un gran numero di mostre artistiche.

La chiesa evangelista è stata costruita sulla riva del fiume Miljacka, la quale è stata progettata dall’architetto Carlo Parzika, uno dei più qualificati nel 19° secolo. Oggi in quella chiesa troviamo l’Accademia di belle arti.

 

L’ufficio postale

Il palazzo Austro-Ungarico dell’ufficio postale è situato sulle sponde del fiume Miljacka e fu distrutto durante la notte del 2 maggio 1992. I terroristi collocarono la dinamite all’interno del palazzo e successivamente incominciarono a lanciare le granate infiammabili fino a distruggerlo. L’ultima spedizione postale destinata fuori Sarajevo fu bruciata, Il risultato della distruzione dell’Ufficio postale centrale e della mancanza di elettricità, secondo quanto oggetto dell’Assemblea della Municipalità di Sarajevo dell’Aprile del 1993, fu che di 150.000 linee telefoniche solo 2.000 rimasero attive. Le linee telefoniche tra Sarajevo e il resto del mondo per tutto il periodo dell’assedio non erano in funzione e le comunicazioni avvenivano tramite radio amatori e alcuni telefoni satellitari. I contatti di lavoro, con gli amici e i parenti, erano assicurati attraverso gli stranieri presenti in città, che portavano messaggi all’interno e all’esterno, spesso delle dimensioni di un libro.

 

Teatro Nazionale

Il teatro nazionale è situato in un palazzo del periodo neo-rinascimenta/le e fu costruito nel 1898 durante la dominazione Austro Ungarica in Bosnia. Nonostante il continuo bombardamento, il repertorio teatrale si svolgeva senza interruzioni, nell’auditorium freddo e non riscaldato da anni. Il repertorio teatrale era molto vario: dalle tragedie Greche fino a rappresentazioni contemporanee e Giapponesi.

 

Sinagoga

E’ stata fondata nel 1902. La comunità Ebraica è sempre stata presente a Sarajevo.

 

OSCE (Organization for Security and Cooperation in Europe)

Organizzazione per Sicurezza e Cooperazione in Europa. L’organizzazione si occupa per conto delle nazioni unite di seguire il ristabilimento politico della Bosnia Herzegovina; monitorando il processo elettorale.

 

IL ponte (Principov Most)

Il nome vero di questo ponte è “Latinska Cuprija”, Su questo ponte il 28 giugno 1914 lo studente serbo Gavrilo Princip assassinò l’arciduca Francesco Ferdinando e sua moglie Sofia. Lo studente era nascosto in un angolo di fronte al ponte, quando fece partire il tiro fatale causando il motivo dello scoppio della I guerra mondiale. Gavrilo Princip era l’eroe nazionale, ma essendo un Serbo oggi è dimenticato e la lapide in suo onore è stata spostata. Per tanto tempo Sarajevo è stata conosciuta nel mondo proprio per quest’evento.

 

I Luoghi religiosi

La cattedrale è stata costruita in pietra stile gotico romano, con due cupole di 43 metri di altezza ciascuna. Venne terminata nel 1989 per opera dell’architetto Josip Vancas.

Essa rappresenta uno delle quattro diverse sedi di culto situate in un raggio di soli 100 metri. Alla sua sinistra si trova la vecchia sinagoga, ora museo, e la moschea, mentre alla sua destra si trova la vecchia chiesa cattolica. Sempre nella stessa direzione dopo 50 metri è situata la Chiesa di San Vincenzo e, sulla destra la vecchia chiesa ortodossa e la ben conosciuta moschea della supplica di Gazi Husredbeg. Le cerimonie religiose erano svolte durante tutta la guerra, rispettando i loro orari nonostante le circostanze.