ottobre 2006

a. XII, n. 5  [68]

 

 

Segnalazione

 

Gruppo di minoranza al Consiglio Comunale

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 OTTOBRE 2006

Riceviamo questa segnalazione da parte del gruppo di minoranza al Consiglio Comunale e la pubblichiamo integralmente

Il Gruppo consiliare di opposizione deve intervenire ancora una volta negli organi di stampa per effettuare delle doverose e rigorose precisazioni in merito ai fatti avvenuti nel Consiglio Comunale del 29/09/2006 e in riferimento agli articoli pubblicati sulla Nuova Sardegna il 03 ottobre 2006 titolato “No alla registrazione del consiglio: Scoppia il caos” e al successivo del 05 ottobre 2006 “Torna la quiete in Consiglio, sulle opere pubbliche non si litiga”.

Il gruppo di opposizione ha portato all’attenzione del consiglio alcune considerazioni con l’obiettivo di evidenziare che le delibere relative al Consiglio del 9 agosto suscitavano perplessità in quanto scritte senza il supporto dei verbali originali dichiarati poi smarriti dalla segretaria Dott.ssa Marina Piras; a nostro parere sarebbe stato opportuno, secondo una linea comune stabilita col Sindaco, instaurare un rapporto di collaborazione, sempre necessaria nei momenti cruciali dell’attività amministrativa, per arrivare a stilare documenti condivisi.

 

Come risulta dalla comunicazione allegata avremmo preferito, infatti, concordare preventivamente con la maggioranza il contenuto delle delibere comprensive degli interventi dei consiglieri e dell’esito delle relative votazioni. Si sarebbe certamente evidenziato il buon senso e la volontà del Presidente del Consiglio di cercare realmente una forma di collaborazione che ad oggi non appare nei fatti concreti.

 

Il gruppo di Minoranza ha perciò chiesto l’annullamento delle delibere; il Presidente del Consiglio con un atteggiamento, sicuramente in contrasto con il suo ruolo, ha imposto al proprio gruppo di respingere la nostra proposta.

È vero che nei piccoli paesi Il Presidente del Consiglio spesso coincide con la figura del Sindaco, tuttavia il suo ruolo è quello di garantire pari dignità a tutti i consiglieri eletti in rappresentanza dell’intera popolazione.

 

Non considerare le posizioni che emergono dai rappresentanti di tutta la Comunità evidenzia un tentativo di limitare la volontà di voto dei consiglieri. L’atteggiamento di prevaricare le funzione del consiglio è emerso inequivocabilmente quando il Presidente-Sindaco, proseguendo nella sua interpretazione di Dottor Jeckill-Mister Hyde, ha affermato l’obbligo da parte del Consiglio di accettare supinamente le decisioni assunte dalla Giunta.

 

A seguito del diniego di procedere in tal senso il gruppo di opposizione ha proposto di sospendere la seduta e aggiornarla al giorno successivo per dare modo di riflettere più approfonditamente sulla vicenda; anche in questa occasione la richiesta di collaborazione è stata rifiutata e motivata con un pretesto assai poco credibile.

 

Bisognava infatti votare l’adesione ai bandi Civis la cui scadenza non era perentoria a dimostrazione del fatto che, pur in presenza di un’azione così importante, non c’era la volontà di coinvolgere la comunità in un’assemblea, a nostro parere indispensabile.

 

In questo anno e mezzo trascorso, infatti, si sono perse le tracce di quelle promesse di far partecipare i berchiddesi alle discussioni riguardanti i problemi e le prospettive del Paese.

 

Ci chiediamo pertanto perché i consiglieri devono presenziare alle riunioni del Consiglio visto che qualcuno ha già deciso per tutti. Alcuni recenti atti amministrativi inoltre evidenziano la progressiva estromissione del Consiglio dall’esercizio delle sue funzioni riconosciute dalla Legge.

 

Noi tuttavia non ci rassegniamo e cercheremo attraverso tutti i mezzi di arginare questo comportamento e, a partire dal prossimo consiglio, chiederemo la sostituzione del presidente del Consiglio visto che ha mancato nel suo ruolo.

 

In riferimento all’articolo del 5 ottobre ci preme poi sottolineare che la quiete non è mai scoppiata, semmai dall’opposizione non ci sono state né perplessità o né prese di posizione per il semplice fatto che non eravamo più presenti in aula. Dalla lettura sembrerebbe quasi che ci sia stata una nuova seduta del Consiglio Comunale questa volta all’insegna del “volemose bene”.

Ci fa poi sorridere pensare che il vicesindaco possa affermare ad appena un anno e mezzo dall’insediamento di questa giunta, di aver già realizzato quasi per intero il programma elettorale.

 

Chiederemo ai berchiddesi se dopo tutto ciò che è stato realizzato il paese si senta appagato di tutte le sue necessità.

 

Si è taciuto invece sugli esiti delle richieste per l’ottenimento dei contributi presentate alla Regione che volutamente sono stati omessi. Ad esempio come la perdita del contributo per la realizzazione di punti per l’approvvigionamento idrico ai fini antincendio e per il recupero delle aree degradate, problema ben visibile agli occhi di tutti i berchiddesi.

 

La partecipazione ai bandi fino ad oggi ha infatti evidenziato approssimazione e scarsa capacità di programmazione. Non è possibile infatti sperare nel buon esito di un Bando se gli amministratori non sono stati in grado di progettare al meglio le azioni inserite in una strategia ad oggi del tutto mancante ed assente.

 

La nostra buona volontà di voler dare dei suggerimenti e fare delle proposte nell’interesse dell’intera comunità, non è sufficiente ad assicurare una prospettiva migliore di quella che viviamo.