giugno 2006

a. XII, n. 3  [66]

 

 

Farfalle di luce e ali di libellula

 

di Sveva Taverna

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 GIUGNO 2006

L’autrice di questo articolo ha visitato il nostro paese in occasione della manifestazione jazzistica dell’estate scorsa. E’ rimasta affascinata dall’atmosfera della musica e del paese, come ci ha raccontato nei suoi articoli pubblicati nei numeri passati.

E’ rimasta in corrispondenza con nostri concittadini ai quali ha inviato ancora ringraziamenti e la descrizione di una sua nuova esperienza musicale nel corso della quale ha avuto ancora modo di apprezzare l’esibizione di Paolo Fresu in un concerto tenuto a Roma. Ha acconsentito ad allargare a tutti i lettori le sue osservazioni in merito.

 

Questa sera sono stata a sentire “A SOLO” di Paolo Fresu all’Auditorium-Parco della Musica… Sono appena tornata.

E’ stato meraviglioso, indimenticabile rivivere gli attimi folgoranti che, a Berchidda, mi hanno fatto sognare per tre giorni!

Paolo ha suonato con delle basi di “sottofondo”; morbido, caldo il suo innesto nel vivo di note limpide. Le sue mani, sui pistoni della tromba, sembravano farfalle di luce e le dita ali di libellula impazzita di vita!

Ero talmente vicina che potevo seguire i suoi movimenti/suoni. Sentire il tac.tac dei pistoni. Il suo corpo teso, agile, sembrava fluttuare nell’acqua nera d’ombra. Ho ascoltato il suo spirito dolce donarsi completamente, come sempre.

Alla fine del concerto ha raccontato un aneddoto molto carino sul suo viaggio da Bologra a Roma. Su un treno apparentemente vuoto, triste, ha conosciuto, insieme ad Antonello Salis, un ferroviere che ha preparato per loro delle lasagne calde.

Musica di fondo… è il senso di questo piccolo racconto: “Da soli si sta bene, ma in compagnia è meglio…”.

Questa è stata la nota umana con cui Paolo ha chiuso il concerto, dopo aver detto che è stata per lui una delle serate più importanti della sua vita. Si vedeva!

Per me la sua arte è un regalo. Forse perché mi ricorda mio nonno paterno, che è stato prima tromba al Teatro dell’Opera di Roma.

Ecco, il gesto del trombettista è in me sin da bimba, con i suoi movimenti e quelle espressioni sospese. Tutto il corpo teso a liberare idee-suono!

Bellissimo… Berchidda a Roma per una sera, con Paolo.