giugno 2006

a. XII, n. 3  [66]

 

 

Educazione alimentare per i giovani

Rimedi per l'obesità

 

di Giuseppe Sini

 

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 GIUGNO 2006

In tutta l’Europa e in quasi tutti i paesi occidentali l’obesità ha assunto caratteristiche di una vera e propria epidemia. Gli obesi nel mondo risultano 300 milioni e sono in costante aumento: dal 1987 al 2002, gli obesi sono aumentati del 10-15% nei paesi europei e del 5% nei paesi in via di sviluppo. In Italia, secondo un’indagine dell’Istat del 1999, gli italiani maggiorenni in una condizione di normopeso sono il 53,8%, ben un adulto su tre (33,4%) risulta essere in sovrappeso, il 9,1% è obeso ed il restante 3,6% è in condizioni di sottopeso.

Preoccupano le condizioni dei bambini e dei ragazzi (1-17 anni), perché l’obesità infantile è il principale fattore di rischio per lo sviluppo dell’obesità da adulti: secondo il ministero della Salute, in Italia nel biennio 1999-2000 un bambino su 5 era sovrappeso, e fra gli obesi, il 4% erano bambini. Nel 2002 "il 36% dei bambini tra i 7 ed i 9 anni era in sovrappeso" e "l’Italia, insieme alla Grecia, deteneva il primato di bimbi grassi in Europa".

L’obesità infantile colpisce di più nella fascia di età fra i 6 e i 13 anni, cioè proprio i bambini della scuola primaria, e riguarda soprattutto i maschi delle zone meridionali. Secondo lo studio Alimentazione e Sport nei bambini in età scolastica, il disordine alimentare si esprime in termini di tempi, modi e tipo di cibo consumato: due genitori su tre non si "arrabbiano" con i figli per il modo in cui mangiano anche se discutono spesso di questi problemi, quasi un bambino su due si è sentito "accusato" di mangiare troppo, il 90% mangia guardando la televisione ed un bambino su quattro non è soddisfatto del proprio corpo.

L’obesità non è un pericolo solo per i rischi alla salute fisica che comporta, ma anche una diminuzione dell’auto-stima e persino sindromi depressive. I principali fattori di rischio per l’obesità infantile sono:

1) Alimentazione: oggi i nostri bambini non solo mangiano troppo, ma mangiano spesso, con merende e spuntini a tutte le ore del giorno e scelgono cibi eccessivamente calorici, come le merendine al posto del pane o la focaccia, le bibite dolci invece dell’acqua etc.

2) Sedentarietà: i bambini obesi in genere sono bambini che non fanno moto, che vengono accompagnati in macchina a scuola, in palestra o dagli amici, che prendono sempre l’ascensore e che passano il loro tempo libero davanti alla Tv o al computer. Tutti i bambini dovrebbero fare attività fisica, giocando o facendo sport.

3) Familiarità: il 25% dei bambini ed adolescenti in sovrappeso ha un genitore obeso o in sovrappeso, mentre la percentuale dei bambini sale a circa il 34% quando sono obesi o in sovrappeso entrambi i genitori. Poiché è più difficile intervenire sull'obesità in età adulta, è bene cominciare il prima possibile le eventuali terapie necessarie (dieta e attività fisica sotto forma di gioco), seguendo i bambini in sovrappeso con un adeguato programma terapeutico che coinvolga anche le famiglie.

La lotta all'obesità infantile è stata messa fra le priorità da molte istituzioni scolastiche attraverso momenti formativi e informativi di educazione alimentare rivolti ai bambini contenenti le informazioni di base per una buona salute.

Queste indicazioni saranno indirizzate da un lato alle mamme perché tendono a trasmettere ai figli comportamenti alimentari equilibrati, dall'altro lato ai bambini e agli adolescenti perché non seguano i bisogni indotti dalle pubblicità e dal gruppo di coetanei, ma adottino scelte alimentari consapevoli.